LA MEMORIA DIMENTICATA


Sei in: Mondi medievali ® La memoria dimenticata. Microstorie

a cura di Teresa Maria Rauzino

Statistiche

Pietro Giannone in un dramma di Angela Picca

Autore: Margherita Pasquale
Commentare: 25.04.2011 22:16

PIETRO GIANNONE - Storico, Avvocato e Giureconsulto (1676-1748), un dramma di Angela Picca






Ridare corpo, carne e sangue, alle ombre è sapienza di Angela Picca. Lo ha fatto con Syfridina, ha ripetuto il sortilegio con Pietro Giannone.

Con quest’uomo di pensiero del XVIII secolo è stato più arduo compito, privo com’è dell’ancestrale aura accattivante che per loro natura circonda le figure appartenute al mondo medievale dei castelli, ma la malìa ancora una volta ha colto nel segno.

Il risultato è stato, ed è, non solo ‘fare’ storia, insegnare storia, ma immergere il lettore nella storia ed indurlo a riviverla nel profondo, ‘utilmente’, lasciandogli provare il sapore del quotidiano, espresso dai minuti gesti dimenticati, mediante il più vitale strumento a disposizione di uno scrittore, di cui la Picca magistralmente si avvale: il teatro.

Concorrono nell’autrice l’intima vocazione didattica -mai perde di vista il pubblico giovane, cui istintivamente si rivolge e che immediatamente ne percepisce la freschezza di ingegno e la sincera volontà formativa- ed una sensibile, fragrante abilità di evocazione di climi ed ambienti, insieme all’erudizione appassionata, sempre scientificamente ineccepibile: le note al testo e le elaboratissime tavole genealogiche che lo corredano sono altrettanti link di approfondimento su temi, luoghi e personaggi.

Infine, ma credo sia il valore più importante, l’opera di Angela Picca indaga l’essenza umana dei protagonisti che sceglie, o dai quali è scelta, la loro forza e la loro debolezza, e, impresa che rasenta l’impossibile, qualunque sia la distanza temporale che li separa da noi, restituendoli vivi, presenti, intatti nella specchiata lucidità del loro sentire, li rende passibili di amore.





2011. Margherita Pasquale
(Direttore del Castello di Trani)





..................................................................................................




(In copertina: La Cittadella di Torino e Pietro Giannone)





SCHEDA SU ANGELA PICCA

Bolognese di nascita ma da lungo tempo residente a Roma, docente presso istituti superiori e responsabile di laboratori teatrali, collaboratrice di periodici culturali, impegnata nell'Associazione L'Esagramma da lei costituita nel 1998, Angela Picca giunge al teatro da una lunga tradizione familiare e per il teatro ha realizzato numerosi ed originali allestimenti in diverse città italiane. Con la stesura del dramma Pietro Giannone. Storico, avvocato e giureconsulto (1676-1748), prima e fino ad oggi unica opera teatrale scritta sull'argomento, l'Autrice ha voluto rendere giustizia ad un libero pensatore spesso dimenticato, anticipatore di molte istanze dell'illuminismo, illustrando all'interno di una grande affresco del Settecento il dramma di un uomo che, come Giordano Bruno, Galileo e Keplero, si adoperò per l'affermazione del principio di iindipendenza della scienza dalla religione e per una netta distinzione tra fede e ragione. Questo è il secondo testo teatrale di Angela Picca che aveva già pubblicato, nel 1999, Syfridina Contessa di Caserta.
Attraverso i serrati dialoghi di questo straordinario testo teatrale, Angela Picca riporta all’attenzione contemporanea Pietro Giannone. Uno dei nostri più grandi intellettuali, apprezzato e tradotto in Europa, ma spesso colpevolmente dimenticato in Italia. L’autrice fa rivivere la vicenda storica ed umana dell’ “avvocato napoletano” all’interno di una sapiente affabulazione drammaturgia, che è un formidabile esempio di teatro civile. Attualissimi sono infatti gli spunti di riflessione che questo libero pensatore, perseguitato dal potere ecclesiastico, offre a tutti noi, ancora costretti a lottare contro le ingerenze di un clericalismo d’assalto che cerca di restringere libertà e diritti, minando la laicità dello Stato. Quella che Giannone auspicava. E che Angela Picca ricostruisce dallo studio dei suoi scritti: dall’Istoria civile del Regno di Napoli, del 1723, a quel Triregno, che è stato ufficialmente edito solo nel 1895.
Giannone coraggiosamente denunciava i soprusi perpetrati da un clero che occupava tutta la sfera civile, sociale, politica ed economica. E se nell’Istoria civile del Regno di Napoli il problema è visto nella prospettiva dell’educazione alla coscienza storica, nel Triregno, diventa il grido del filosofo del diritto, che fonda il senso dalla giurisdizione statale sull’emancipazione e sulla libertà degli individui dall’ingerenza dei chierici: ”avendosi costoro posto in mano la norma del giusto e dell’ingiusto, dell’onesto ed inonesto, e resi giudici della bontà e verità delle azioni umane, decidendo quali fossero le buone ed innocenti, e quali al rovescio le ree e colpevoli, che ci facevano precipitare nel tartaro; quindi gli fu facile porre sotto il giogo e sotto la loro censura non pur i popoli, ma i principi stessi”. Giannone vuole allora, che lo Stato laico eserciti la sua giurisdizione riappropriandosi finalmente di quanto la sfera ecclesiale gli ha illegittimamente sottratto: la gestione della cosa pubblica. Così per le verità che denunciava, per quella separazione tra Stato e Chiesa che auspicava, dovette lasciare Napoli, in fuga dall’Inquisizione. Il testo di Angela Picca ripercorre tutte queste vicissitudini che intrecciano la storia di Pietro Giannone con quella delle corti europee che lo ospitarono, fino a quando nel 1736, attirato con l’inganno nel Regno di Sardegna venne arrestato e consegnato agli inquisitori. Passò ben 12 anni nelle fortezze piemontesi, dove morì nel 1748, in quella della Cittadella di Torino.





ANGELA PICCA, Pietro Giannone – Storico, avvocato e giureconsulto (1676-1748). EDIZIONI L’ESAGRAMMA, Roma, euro 25.



























Link permanente Commento (0) Traccia (0)
XHTML 1.0 Strict PHP CSS
Ora locale: 20.06.2013 05:18 GMT
Powered by foggia web - Proprieta' di Microstorie.net © 2008. Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata senza il consenso dell'autore.