LA MEMORIA DIMENTICATA


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a cura di Teresa Maria Rauzino

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La storia dei Rom: una cronologia essenziale

Autore: Antonio Vigilante
Commentare: 27.02.2009 01:41






LE ORIGINI DEL POPOLO ROM


250-650 d.C.: In questo ampio arco di tempo alcune popolazioni dell’India nord-occidentale si spostarono in Persia (l’attuale Iran). Molto probabilmente queste popolazioni si erano già spostate dall’India centrale (come lascia supporre la presenza nella lingua romanì di alcuni elementi comuni alle lingue dell’India centrale). Difficile dire cosa abbia indotto i primi Rom a spostarsi verso la Persia. Probabilmente furono la povertà o la guerra. In Persia vennero chiamati Dom, con una parola indiana che significa “uomo” e da cui deriva il termine Rom.

1011: Il poeta persiano Firdusi racconta nel suo Libro dei Re (Shah Nameh) l’arrivo di diecimila musicisti indiani che il re persiano Bahram-Gor avrebbe ottenuto in dono dal suocero, re di Camboya in India. Una storia simile era stata già raccontata dallo storico arabo Hamzah d’Isfahan, secondo il quale i musicisti erano dodicimila, erano chiamati Zott e furono inviati a Bahram-Gor (che regnò dal 430 al 443 d.C.) dal suocero Shengul, re in India. Queste testimonianze attestano lo spostamento verso la Persia di un certo numero di indiani esperti nella musica e nello spettacolo, che molto probabilmente sono i progenitori degli attuali Rom.

Sec. VIII: Probabilmente nella seconda metà di questo secolo i Rom si spostarono in Armenia.

1100: A questa data risale la prima testimonianza della presenza dei Rom nell’impero bizantino. Qui i Rom vengono chiamati athingani, dal nome di una antica setta eretica da cui deriva la parola zingari. Nell’impero persiano i Rom vengono visti con sospetto, perché dediti alla magia, che è inaccettabile per i cristiani.

1255: Nel diario del suo pellegrinaggio a Gerusalemme il frate francescano Niccolò da Poggibonsi descrive l’incontro con una comunità di persone dalla pelle scura e dagli abiti strani, che “andavano di terra in terra con le loro famiglie e con le loro masserizie”.

1322: Due frati minori testimoniano della presenza a Creta di una comunità nomade, che vive in tende.1340: L’imperatrice Caterina di Valois istituisce a Corfù una Baronia degli Zingari, concedendo alla popolazione alcuni privilegi. I Rom sono in condizione di schiavitù e devono versare beni e denaro al barone.

1362: Un documento attesta la presenza di Rom a Dubrovnik. In Serbia i Rom sono presenti fin dalla fine del Duecento.

1371-1377: Il principe Bladislav I dona al monastero di Tismana quaranta famiglie di zingari. Da questo documento risulta che già all’epoca i Rom erano presenti in Romania ed erano in condizione di schiavitù. In Valacchia e Moldavia, due stati strettamente legati tra loro, gli zingari resteranno in stato di schiavitù fino al 1855-1856. Gli zingari sono divisi in tre categorie: zingari del principe, zingari dei boiari e zingari dei monasteri. Le condizioni dei primi erano di gran lunga migliori. Gli zingari che tentavano di sottrarsi alla propria condizione con la fuga erano sottoposti a pene severissime, come la bastonatura della pianta dei piedi.

1384: Molte famiglie rom di stabiliscono nella città greca di Modone. La zona di Modone è conosciuta come Piccolo Egitto. Probabilmente da qui deriva la fama dei Rom come egiziani, che ha influenzato anche il modo in cui sono stati chiamati (ad esempio gitani o gipsy).

1417-1430: In diverse parti d’Europa (dall’Olanda all’Italia) compaiono compagnie di Rom, che affermano di essere egiziani e di essere condannati ad un pellegrinaggio di sette anni per scontare un peccato di apostasia. Esibiscono una lettera di protezione del re Sigismondo e del papa. Vengono bene accolti e ricevono denaro e protezione, ma ben presto suscitano anche sospetto. In diverse città vengono accusati di furti.

1422: Una cronaca bolognese di quest’anno contiene la prima testimonianza dell’arrivo dei Rom – per la precisione di una banda guidata dal duca Andrea – in Italia. “A dì 18 de luglio venne in Bologna un ducha d’Ezitto, lo quale havea nome ed ducha Andrea, et venne cum donne, putti et homini de suo paese; et si possevano essere ben da cento persone. Lo quale ducha si havea renegado la fede christiana… Et poi chèl re d’Ungaria gli avè prisi e rebatezadi, volseno ch’egli andasseno per lo mondo sette anni e ch’egli dovessero andare a Roma al papa et poi ritornassero in suo paese”.


LA PERSECUZIONE NELL'EUROPA MODERNA

1492: La Corte spagnola emana il primo bando di espulsione dei Rom.

1498: Durante la Dieta di Augusta viene emanata una ordinanza contro i Rom del Sacro Romano Impero. Si afferma il principio che chi colpisce gli zingari non compie reato.

1523: Un registro di quest’anno fornisce notizie sulla presenza dei Rom nelle regioni dell’impero ottomano. In Bulgaria sono presenti 5701 rom, 4382 nella ex Jugoslavia, un po’ meno in Turchia, Grecia ed Albania. Nell’impero ottomano i Rom non sono vittime di una vera e propria persecuzione. Sono sottoposti a pressione fiscale, ma non vengono banditi. Si dedicano ad attività artigianali o a lavori che altri rifiutavano di svolgere. Sono poveri, ma liberi.

1539: In Francia Francesco I emana un decreto di espulsione dei Rom.

1555-1585: Con una serie di bandi, i Rom sono espulsi dal regno di Napoli.

1566: I Rom sono espulsi dallo Stato Pontificio.

1933: In Spagna una Pragmatica vieta ai Rom – detti gitani – di vestirsi, parlare, comportarsi in modo diverso dai castigliani. I gitani vengono costretti a diventare sedentari. Se un gitano viene trovato in stato di nomadismo, può essere ridotto i schiavitù. E’ l’inizio di una politica di assimilazione forzata, che si traduce in un genocidio culturale.

1693: Una grida milanese decreta che “ogni cittadino è libero di ammazzare tutti gli zingari impune e di levar loro ogni sorta di robbe, di bestiame e denari che trovasse”.

1758-1773: Maria Teresa d’Austria decreta con una serie di provvedimenti l’assimilazione forzata dei Rom, sul modello spagnolo. E’ vietato il matrimonio tra rom. I bambini di meno di cinque anni sono tolti ai genitori ed affidati a famiglie gagè. Un decreto di Giuseppe II del 1782 abbasserà tale limite di età a quattro anni.

1841: In Italia Francesco Predari pubblica un libro sugli zingari, nel quale li definisce “rettili umani”. Tutto il pensiero scientista e positivistico dell’Ottocento condivide sostanzialmente questo giudizio. Per Cesare Lombroso quella dei Rom è una “razza di delinquenti”, che bisogna estinguere.


LA PERSECUZIONE NEL NOVECENTO





1935: In Germania vengono emanate le leggi di Norimberga per la difesa della purezza della razza.

1938: In Germania una legge dispone il censimento e la schedatura degli zingari e nomadi.

1940: Una circolare dispone il rastrellamento ed il concentramento dei Rom presenti in Italia.

1942: Himmler dispone l’internamento dei Rom tedeschi nei campi di Auschwitz e Birkenau. Nei campi di sterminio tedesco morirono, si stima, circa cinquecentomila rom. A differenza degli ebrei, ai Rom viene negato ogni risarcimento per le persecuzioni subite.

1956: In Russia Krusciov emana un decreto che vieta il nomadismo e condanna a cinque anni di lavori forzati chi non si adegua. Provvedimenti simili seguono nei paesi comunisti dell’Est (Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Ungheria e Romania).



Le informazioni di questa scheda sono tratte da:

L. Piasere, I Rom e l’Europa, Laterza, Roma-Bari 2004.
A. Mannoia, Zingari, che strano popolo!, Edizioni XL, Roma 2007.
A. Santino Spinelli, Baro Romano Drom, Meltemi, Roma 2003.






©2009 Antonio Vigilante













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