Commentare: 27.02.2009 00:13
Per la prima volta in Italia, molte delle opere di Giovanni Altamura, figlio di Francesco Saverio, pittore e patriota foggiano.

Di Saverio Altamura si č soliti ricordare il suo viaggio del 1855 a Parigi. Dai resoconti del soggiorno parigino si fa partire lavventura dei pittori che si riunivano al Caffč Michelangelo della cittā toscana: i Macchiaioli. Il pittore sarā poi citato solo per la sua produzione impregnata di romanticismo. Della produzione artistica di quella che sarā chiamata la Scuola di Staggia, fino ad oggi non esistono opere pubblicate. A questo vuoto oggi si inizia a dare una prima risposta con alcuni suoi studi e dipinti qui pubblicati.
Il pittore foggiano ebbe anche un intenso rapporto damore e darte con Elena Bųkuras, venuta a studiare Arte in Italia nel 1848. Con lei oltre al sodalizio artistico, contrarrā matrimonio e avrā tre figli Giovanni, Sofia e Alessandro. Sono questi gli Altamura sconosciuti, scomparsi dalla memoria storica; una moglie e figli di cui due, Giovanni e Alessandro seguiranno le orme dei genitori nel mondo delle arte pittorica.
Le ragioni di questa ricerca vanno individuate nella totale ignoranza dellesistenza di questi tre artisti e della assenza di una bibliografia a loro dedicata. Si č iniziato con Giovanni, che nato a Firenze nel 1852 morirā a Spetse a soli 26 anni nel 1878, si proseguirā con Alessandro ed Elena Bųkuras Altamura. Parlare di Giovanni Altamura non poteva esulare dallo scrivere dei suoi familiari, per questo si troveranno notizie e primi documenti relativi ad Elena Bųkuras ed Alessandro Altamura.
Dellattivitā di Giovanni viene pubblicata una mole di opere e studi che corrispondo a quasi la metā di quanto egli ha realizzato nella sua breve vita. Una catalogazione iniziata, che deve necessariamente proseguire, per potere dare un giusto e meritato posto a questo pittore impressionista che amava il mare.
Nel libro sono illustrati dipinti ad olio, acquerelli, disegni e schizzi provenienti dalla Grecia, conservati presso la Galleria Nazionale dArte di Atene e presso alcuni collezionisti greci.
[i]Gli Altamura ritrovati vuole essere il primo passo per togliere dalloblio questi artisti.[/i]
La Fondazione Banca del Monte di Foggia presenta, per la prima volta in Italia, molte delle opere di Giovanni Altamura, figlio di Francesco Saverio, pittore e patriota foggiano, che saranno esposte nella Galleria di via Arpi dal 28 febbraio al 24 marzo prossimi.
L´inaugurazione della mostra "Gli Altamura ritrovati: GIOVANNI - IOANNIS - JEAN ALTAMURA", a cura di Gianfranco Piemontese, si terra´ in Fondazione il 28 febbraio alle ore 17,30, alla presenza della discendente di Elena Bukuras Altamura, Eleni Piniatorou. Nell´occasione sara´ presentato il catalogo delle opere di Giovanni Altamura esposte in Fondazione, sempre a cura di Gianfranco Piemontese.
Si tratta di 52 opere, per lo piu´ marine, del figlio della pittrice greca Elena Bukuras, Giovanni, detto Ioannis o Jean, che nasce nel 1852 a Firenze, e che dopo la separazione dei genitori, a 9 anni, va a vivere con la madre e la sorella Sofia in Grecia dove morira´ nell´isola di Spetse a soli 26 anni.
L´altro figlio di Francesco Saverio Altamura e Elena Bukuras, Alessandro, rimarra´ col padre diventando a sua volta pittore.
Se di Alessandro si avevano alcune notizie - del 2003 e´ una cartella di disegni restaurati di Saverio e Alessandro Altamura pubblicata dal Comune di Foggia - di Elena e gli altri due figli si erano perse le tracce.
Nella primavera del 2006 Gianfranco Piemontese da´ inizio alla sua appassionata ricerca che lo porta prima in Italia e poi in Grecia, a Spetse, dove sono esposti alcuni opere grafiche e studi plastici nella casa-museo di Elena Bukuras (forse l´unica artista donna nella Grecia del XIX secolo), a Nauplio, dove Elena compi´ i suoi studi, e ad Atene, dove, nella Galleria Nazionale d´Arte Moderna sono esposti alcuni lavori di Ioannis Altamura.
Giovanni apprende dalla madre i primi rudimenti del disegno, della pittura e della storia dell´arte, iscrivendosi poi ai corsi della Scuola Politecnica di Atene, antesignana di quella che diventera´ l´Accademia di Belle Arti. Otterra´, ventenne, una borsa di studio all´Accademia di Belle Arti di Copenhagen in Danimarca, grazie alle frequentazioni della madre che teneva lezioni di disegno e belle arti alla regina greca Olga, ma soprattutto grazie al suo talento di disegnatore e acquarellista (soggetti preferiti il mare e le imbarcazioni), che il re Giorgio I ebbe modo di constatare personalmente.
Giovanni arriva in Danimarca gia´ con la qualifica di marinemaler, ossia pittore di marine.
Il mare diventera´ sempre piu´ il protagonista delle opere di Giovanni, che sviluppera´ nei tre anni trascorsi in Danimarca, durante i quali compie alcuni viaggi in Europa, una sensibilita´ di impronta impressionista evidenziata nell´uso del colore, nel protagonismo della luce, nella vivacita´ degli elementi naturali, come il mare e il cielo, e nella vivezza delle imbarcazioni.
La prematura morte ha interrotto, secondo alcuni critici greci, un ulteriore maturita´ delle sue gia´ straordinarie doti di artista.
"Della sua produzione oggi abbiamo la possibilita´ di presentare per la prima volta in mostra in Italia una consistente parte di opere - scrive Piemontese nel catalogo -, partendo dai primi dipinti adolescenziali, passando, poi, a quelli della esperienza danese ed infine agli ultimi del periodo greco. Si tratta di parte delle opere presenti nella Galleria Nazionale d´Arte di Atene ed in due collezioni private di Atene.
Altre opere non presenti in mostra sono conservate in collezioni pubbliche e private, tra le quali la Fondazione Averoff di Metsovo in Grecia. Alcuni dipinti figurano nella collezione del Parlamento greco, altri presso la sede del Ministero della Marina greco ed in quella della Banca nazionale di Grecia. Altri luoghi pubblici dove sono conservate opere di Giovanni Altamura si trovano in Danimarca, a Skagen, presso lo Skagen Museums e nella casa-museo Michael e Anna Ancher Hus, ed a Kronborg al Museo Handels-og Sofartmuseet".
"Č sullo sfondo di uno scenario del genere che Gianfranco Piemontese - scrive nell´introduzione del catalogo il presidente Andretta -, autentico segugio instancabile e lui pure artista di multiforme estro, ha cominciato a seguire le tracce di Giovanni ed Alessandro Altamura, e della stessa Elena Bukuras, ricostruendone i tratti biografici per molti versi avventurosi. Soprattutto ne ha ripercorso l´itinerario artistico fino ai musei danesi e di Atene, scoprendo dei talenti pur sempre di sangue (anche) foggiano: ove pure non del tutto sconosciuti a Foggia, di certo col tempo degradati a spigolatura di nicchia. Da topi di biblioteca, da cultori maniacali delle genealogie locali.
Il risultato e´ una carrellata ragionata ed appassionata di opere pittoriche non distante dalla completezza e comunque assai esauriente, quanto meno per la comprensione di Giovanni Altamura. Non un mero recupero, non una semplice riscoperta - come non di rado necessario per i personaggi della storia cittadina - ma davvero l´approdo alla casa paterna di parenti stretti, smarritisi nei meandri della vita ed ora ritrovati".
Nella mostra allestita in via Arpi saranno esposti, oltre ai dipinti di Giovanni, anche alcuni acquarelli e disegni a china di Alessandro Altamura, provenienti da collezioni private foggiane.

Giovanni Altamura - Gli Altamura ritrovati
Foggia - dal 28 febbraio al 24 marzo 2009
vernissage: 28 febbraio 2009. ore 17,30
catalogo: a cura di Gianfranco Piemontese
curatori: Gianfranco Piemontese
autori: Giovanni Altamura
genere: personale, arte moderna
FONDAZIONE BANCA DEL MONTE DOMENICO SINISCALCO CECI
Via Arpi 152 (71100)
+39 0881712182 , +39 0881712182 (fax)
info@fondazionebdmfoggia.com
www.fondazionebdmfoggia.com

GIANFRANCO PIEMONTESE, CURATORE DELLA MOSTRA ED AUTORE DEL VOLUME "GLI ALTAMURA RITROVATI"
Gianfranco Piemontese (Foggia 1959), architetto, č docente di Storia dellarte al Liceo Classico N. Zingarelli di Cerignola. Docente a contratto della SSIS Puglia e di altre Agenzie di Formazione postuniversitarie, ha svolto ricerca sui beni culturali architettonici per conto del Ministero per i beni e le attivitā culturali.Valorizzazione dei beni culturali della Valle dellOfanto.
Per lIstituto per la Tecnologia delle Costruzioni-CNR di Bari, ha partecipato al progetto di ricerca
Ha partecipato, come consulente sui beni culturali, alla redazione del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Foggia.
E componente del gruppo di studiosi che sta redigendo la Storia di Manfredonia.
Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Concezio Petrucci e il progetto dellOpera San Michele a Foggia Architettura sacra nellItalia degli anni Trenta, Bari 2002; I palazzi dei Pinto in Ischitella e il Varano-Dai primi insediamenti agli ultimi feudatari, Vasto 2003; Cerignola Terra Vecchia, Cerignola 2005; Arte e artisti nelle architetture di Concezio Petrucci in Vecchie cittā/Cittā nuove- Concezio Petrucci 1926-1946, Bari 2006; I segni dei lapicidi nellAbbazia di Cālena, in Chiesa e religiositā popolare a Peschici, Foggia 2008; Tra torri e castelli e Le mappe catastali in imago Gargani, Foggia 2008 e Delle scomparse cittā di Capitanata in in Tabula, Foggia 2008. Ha partecipato alla stesura di schede sul patrimonio architettonico nel volume Sulle tracce della Dogana, Foggia 2008.



