Commentare: 28.04.2012 22:44

Nella ricorrenza del 25 aprile segnalo che l'Istituto Veneto per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea (situato al III piano - Rettorato nel Palazzo del Bo, sede centrale dell'Università di Padova) ha recentemente realizzato nei locali della propria Biblioteca una piccola esposizione permanente di cimeli del periodo della Resistenza, già visitata da alcune scolaresche.
Nelle bacheche sono esposti anche alcuni oggetti appartenuti al prof. Adolfo Zamboni, rappresentante del Partito d'Azione nel Comitato di Liberazione Nazionale di Padova.
Si tratta di un fazzoletto da collo di "GL - Giustizia Libertà", un bracciale tricolore della "Brigata Silvio Trentin" e un distintivo del "CLN - Giustizia e Libertà", raffigurati nella FOTOGRAFIA ALLEGATA.
Sul ruolo del prof. Zamboni nella Resistenza ha scritto tre giorni fa un breve articolo IL MATTINO DI PADOVA:
Via Sanmicheli e la prima riunione del Cln padovano
Al numero 53 di questa strada aveva abitazione il professor Adolfo Zamboni, legato ad ambienti azionisti, docente di Filosofia al Liceo Scientifico, mai iscritto al Partito Fascista. Fu a casa sua che, a fine settembre 1943, si svolsero le prime riunioni degli antifascisti padovani che progettarono la costituzione delle prime bande armate di resistenti. Anche Zamboni dovette patire privazione della libertà e sevizie da parte dei fascisti della Banda Carità. Nel dopoguerra fu Provveditore agli Studi di Padova e continuò ad insegnare al Liceo Nievo.
La Resistenza Veneta ebbe il suo cuore nell'Università di Padova, unica in Italia ad essere decorata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:
Asilo secolare di scienza e di pace, ospizio glorioso e munifico di quanti da ogni parte d’Europa accorrevano ad apprendere le arti che fanno civili le genti, l’Università di Padova nell’ultimo immane conflitto seppe, prima fra tutte, tramutarsi in centro di cospirazione e di guerra; né conobbe stanchezze, né si piegò per furia di persecuzioni e di supplizi. Dalla solennità inaugurale del 9 novembre 1943, in cui la gioventù padovana urlò la sua maledizione agli oppressori e lanciò aperta la sfida, sino alla trionfale liberazione della primavera 1945, Padova ebbe nel suo Ateneo un tempio di fede civile e un presidio di eroica resistenza e da Padova la gioventù universitaria partigiana offriva all’Italia il maggiore e più lungo tributo di sangue. Padova, 1943 -1945.
Ben 116 tra professori, studenti e bidelli furono i Caduti dell'Università di Padova per la Resistenza.
Informazioni sull'Istituto Veneto per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea sono reperibili sul sito:
http://www.unipd-org.it/ivsrec/
Adolfo Zamboni



