Commentare: 26.05.2010 15:27
A PADOVA UNA LAPIDE COMMEMORATIVA
PER ADOLFO ZAMBONI & I SUOI COMPAGNI DI LOTTA
Alla fine di settembre 1943 ebbe luogo a casa di Adolfo Zamboni, membro del Comitato di Liberazione Nazionale di Padova, il primo incontro clandestino per l’organizzazione militare della Resistenza.
Di quel gruppo originario oggi sopravvive (unico testimone di quel periodo e di quegli eventi) Paride Brunetti, ex ufficiale di carriera pluridecorato, che dopo l’Armistizio svolse un ruolo di primissimo piano nella Resistenza veneta.



La caduta del regime fascista seguita allo sbarco anglo-americano in Sicilia e l’armistizio dell’8 settembre 1943 accrebbero le sciagure dell’Italia: il re in fuga, l’esercito in disgregazione per mancanza di ordini precisi, il Paese occupato dalle truppe tedesche, stroncati nel sangue gli eroici tentativi di resistenza di pochi militari e civili, i soldati catturati e mandati a languire e a morire nei campi di concentramento.
In questa disperata situazione la parte migliore del popolo italiano prese in mano il suo destino, contribuendo alla salvezza morale e storica dell’Italia.
Iniziarono quel settembre i venti mesi del nostro secondo Risorgimento. I giovani solleciti del bene e del futuro si dettero alla macchia, si riunirono, scelsero i propri comandanti, si organizzarono in reparti. Ben presto l’Italia poté contare su un esercito clandestino, che tenne impegnate metà delle forze nazi-fasciste. Con generoso slancio, incuranti delle orrende rappresaglie, i Padovani si prodigarono per sostenere la lotta e sottrarre ad un tragico destino i nostri militari sbandati, i soldati del Commonwealth Britannico fuggiti dai campi di prigionia e gli ebrei perseguitati.
Dall’Università si levò la voce del rettore Concetto Marchesi, che rivolse ai giovani il suo nobile appello e lanciò aperta sfida al nemico. Assieme al prorettore Egidio Meneghetti e al prof. Silvio Trentin, egli dette vita al Comitato di Liberazione Nazionale regionale veneto.
Poco dopo, per iniziativa soprattutto del prof. Adolfo Zamboni, docente del liceo Nievo, sorse anche il C. L. N. provinciale di Padova.
In questo scenario storico, alla fine di settembre 1943, ebbe luogo a casa Zamboni in via Sammicheli 53 il primo convegno clandestino di carattere militare tra i rappresentanti dei tre partiti che all’origine formavano il C.L.N.: d’azione, comunista e democristiano.
Alcuni di quegli uomini sono ora fra le schiere dei nostri martiri più puri: Mario e Vico Todesco, il primo, professore del Tito Livio, trucidato dai fascisti in Piazza Spalato la notte del 28 giugno 1944; il secondo, medico, caduto sul Grappa poche settimane dopo alla testa della formazione «Giustizia e Libertà»; e poi il dr. Flavio Busonera, che organizzò le formazioni della zona di Cavarzere, impiccato in via S. Lucia il 17 agosto.
C’erano inoltre il Ten. Paride Brunetti, che per oltre un anno comandò una divisione di Partigiani sulle montagne bellunesi; il dr. Adriano Trevisan; Lionello Geremia, organizzatore della brigata «Garibaldi Padova»; l’ing. Antonio Frasson, instancabile raccoglitore di armi, che subì la prigione ai Paolotti; il col. Luigi Marziano, che raccolse le formazioni del Piovese e che fu più tardi compagno del prof. Zamboni nelle carceri di palazzo Giusti, donde uscì per prendere il comando dei suoi vecchi soldati nei giorni della riscossa.
Mercoledì 26 maggio, in via Sammicheli n. 53, alla presenza delle Autorità civili e militari di Padova, si è tenuta una cerimonia per lo scoprimento della lapide commemorativa posta sulla casa che già appartenne al prof. Adolfo Zamboni, il quale nel settembre del 1943 vi tenne la prima riunione clandestina del Comitato di Liberazione Nazionale di Padova per organizzare la Resistenza armata contro i nazifascisti.
La cerimonia è stata preceduta dall'incontro in Municipio (Palazzo Moroni - Sala Paladin) con l'ing. Paride Brunetti (nome di battaglia Comandante Bruno), ultimo tra i partecipanti di quell'evento storico tuttora in vita, al quale è stato conferito il Sigillo della Città di Padova.
©2010 Adolfo Zamboni
Reportage fotografico by Alessandro Zamboni
Affollata sala Paladin nella sede Municipale di Palazzo Moroni a Padova
Incontro con il comandante Bruno in municipio (da sin. il prof. Lenci, l'ing. Brunetti, il prof. Pisani
Davanti alla casa del prof. Zamboni in via Sammicheli
Lapide commemorativa della prima riunione del CNL padovano per organizzare la lotta armata
Il leggendario Comandante Bruno intervistato dalle TV e dalla stampa
L'ing. Brunetti dopo lo scoprimento della lapide e il conferimento a Paride Brunetti del Sigillo della città di Padova
Medaglia d'oro conferita al martire della Resistenza Mario Todesco e la bandiera della scuola media a lui intestata



