Commentare: 02.03.2010 15:28








MERCOLEDI' SANTO
Il Mercoledì Santo per i confratelli carmelitani scalzi e per tutti i membri delle confraternite di Vico del Gargano é il primo giorno di incontro per la recita del Sacro Uffizio Divino. I confratelli raccolti in preghiera vicino al sepolcro cantano in latino i salmi del Sacro Uffizio Divino del mattutino" di Giovedì Santo in quanto la Chiesa, nei tempi remoti, non volendo che la gente si radunasse nelle chiese nelle ore notturne, ha anticipato alla sera del Mercoledì Santo la recita di tali salmi.
Durante la recita di questi salmi, si pone vicino l'altare un grande candeliere a forma triangolare con quindici candele accese che vengono spente dopo la recita di ogni salmo.
Nei primi secoli della Chiesa i cristiani che si incontravano per celebrare il Sacro Uffizio Divino, a causa delle persecuzioni, erano costretti a radunarsi di nascosto in luoghi sotterranei e oscuri illuminati da grandi candelieri a forma triangolare. Si crede che le candele presenti su tale Candeliere vengano spente graduatamente con il sorgere del sole per non farsi scoprire e per non essere perseguitati.
Dopo la recita dei Salmi del Sacro uffizio Divino, i Confratelli si pongono in ginocchio rivolti verso il sepolcro e iniziano a recitare la preghiera del Padre Nostro.
Al termine del Padre Nostro i confratelli cantano il salmo "Miserere" dopodiché l'Antifona "Christus factus est pro nobis obédiens usque ad mortem. Mortem autem crucis".
Dopo l'Antifona, un confratello recita l'Orazione "Respice, quaesumus, Dòmine. super hanc famìliam tuam, pro qua Dominus noster Jesus Christus non dubitàvit manibus tradi nocéntium, et crucis, subìre torméntum", terminata la quale tutti i presenti in Chiesa provocano un forte rumore battendo con i pugni contro i banchi chiamato "Scoppo". Tale gesto rappresenta quella confusione e turbamento che si creò alla morte di Gesù.
GIOVEDI' SANTO
Il Triduo Pasquale inizia il Giovedì Santo con la messa vespertina "nella Cena del Signore". Il Triduo non é costituito da tre giorni considerati indipendenti l'uno dall'altro, ma é la celebrazione di un unico mistero, il mistero di Cristo crocifisso - sepolto - risorto.
Il Giovedì Santo é il giorno in cui si ricorda l'istituzione dell''Eucarestia. Gesù infatti dopo aver lavato i piedi ai suoi discepoli, gesto di umiltà e di amore verso il prossimo, istituì il Sacramento dell'Eucarestia donando se stesso in corpo e sangue.
In questa celebrazione, il parroco consacra le ostie anche per il giorno seguente, ostie che al termine della funzione, verranno usate per l'Esposizione Eucaristica. L'Esposizione Eucaristica, chiamata secondo la tradizione "Sepolcro", resterà tutta la notte del Giovedì e fino al pomeriggio del Venerdì Santo per dare a tutti i fedeli la possibilità di adorare Gesù Sacramentato.
A tarda sera i Confratelli cantano in latino i Vespri del Sacro Uffizio Divino. Tali Vespri ci vogliono ricordare gli ultimi istanti della vita di Gesù che vanno appunto dalla lavanda dei piedi, all'istituzione dell'Eucarestia, alla cattura nell'orto degli ulivi, alla sua condanna a morte fino alla crocifissione.
Dopo la recita dei Vespri e il canto del Miserere, i confratelli intonano il Christus al termine del quale si fanno dei piccoli rumori detti "Scoppo" che rappresentano la confusione e il turbamento di cose che avvenne alla morte di Gesù. Al termine dello "Scoppo", i confratelli rimangono in adorazione davanti al Sepolcro per tutta la notte fino al mattino seguente.
VENERDI' SANTO
Il Venerdì Santo per le Confraternite e per tutta Vico del Gargano, é un giorno ricco di avvenimenti. Infatti la mattina di buon ora la Confraternite con le proprie statue della Madonna Addolorata e del Cristo Morto iniziano a fare i "Sepolcri" girando tutte le Chiese cantando il salmo Miserere. In ogni Chiesa i Confratelli raccolti in preghiera compiono il tradizionale rito dello "Scoppo".
Terminato il Salmo del Miserere, un confratello recita una preghiera al Santo Sepolcro. Dopo aver recitata la Preghiera del Padre Nostro, i Confratelli intonano l'Antifona "Christus factus est pro nobis obédiens usque ad mortem. Mortem autem crucis". Il confratello riprende a recitare l'Orazione "Respice, quaesumus, Dòmine. super hanc famìliam tuam, pro qua Dominus noster Jesus Christus non dubitàvit manibus tradi nocéntium, et crucis, subìre torméntum", terminata la quale tutti i presenti in Chiesa provocano un forte rumore battendo con le mani cui banchi o le sedie a terra.
Tale gesto rappresenta quella confusione e turbamento che avvenne alla morte di Nostro Signore Gesù Cristo. Il Tradizionale Rito dello "Scoppo" viene ripetuto in ogni Chiesa e davanti a ogni sepolcro.
La Confraternita dei Carmelitani si distingue dalle altre Confraternite per l'abito e per i Misteri Dolorosi. Tutte le Confraternite hanno l'abito bianco e il capo coperto da un fazzoletto bianco sorretto da una corona di spine tranne la Confraternita dei Carmelitani Scalzi che indossa l'abito tradizionale che usa per tutte le processioni.
Dopo aver fatto l'ultima visita al "Sepolcro" del Convento dei Padri Cappuccini, le Confraternite ritornano nelle proprie Chiese cantando il Salmo Miserere fino in Piazza San Francesco. Arrivati in Piazza San Francesco i Confratelli iniziano a cantare il Salmo Pange Lingua fino all'arrivo della propria Chiesa dove si conclude la mattinata.
Il primo pomeriggio le Confraternite continuano i riti religiosi con l'Adorazione della Croce. Il parroco infatti dopo aver letto il Passio insieme ai lettori, mette in esposizione la Croce in ricordo della Morte di Nostro Signore Gesù Cristo e la fa baciare a tutti i fedeli. Terminato il bacio della Croce il parroco prende le ostie consacrate e messe in Esposizione Eucaristica il giorno prima e distribuisce alla gente la Santa Comunione.
La Confraternita che si distingue dalle altre nel pomeriggio Venerdì Santo é la Confraternita della Morte ed Orazione chiamata comunemente Confraternita del Purgatorio che svolge l'antico rito delle "Tre Ore di Agonia" di Gesù. Terminate le Funzioni in tutte le Chiese, il pomeriggio continua con la Processione di Gesù al Calvario. Le Confraternite dalle proprie Chiese con i confratelli disposti in fila per otto, si recano in Chiesa Madre da dove ha inizio l'antichissima processione di Gesù al Calvario cantando il Salmo Miserere.
I Confratelli, accompagnati dalla Madonna Addolorata della Chiesa Madre e da Gesù Morto della Confraternita dei Cinturiati di S. Agostino e S. Monica (Confraternita di San Giuseppe) si recano al Calvario, zona vicina la Chiesa del Carmine dove ci sono cinque croci, dove avviene l'incontro di Gesù Morto con la Madonna. All'incontro della Madonna con il Figlio Morto, le Confraternite e tutto il popolo presente, senza distinzione di ceto sociale, inizia a cantare il tradizionale canto di "Evviva la Croce", canto di glori in cui si loda la croce di Gesù Cristo che é stata la Salvezza dell'uomo. La Processione continua fino alla Chiesa Madre hanno conclusione i riti del triduo della Settimana Santa
MISERERE
Miserére mei Deus, secùndum magnam misericòrdiam tuam.
Et secùndum multitudinem miseratiònum tuàrum; *dele iniquitàtem meam.
Amplis lava me ab iniquitàte mea; * et a peccàto meo munda me.
Quòniam iniquitàtem meam ego cognòsco: *et peccàtem meum contà me est semper.
Tibi soli peccàvi, et malum coram te feci: *ut justificéris in sermònibus tuis, et vincas cum judicàris.
Ecce enim in iniquitàtibus concéptus sum: *et in peccàtis concepit me mater mea.
Ecce enim veritatem dilexisti; *incérta, et occùlta sapiéntiae tuae manifestàsti mihi.
Aspérges me hyssòpo, et mundàbor; *lavàbis me, et super nivem dealbàbor.
Audìtui meo dabis gaudium, et laetitiam, *et exultàbunt ossa humiliàta.
Avérte fàciem tuam a peccàtis meis: *et omnes iniquitàtes meas dele.
Cor mundum me crea in me Deus: *et spìritum rectum ìnnova in viscéribus meis.
Ne projìcias me a fàcie tua; *et spìritum sanctum tuum ne àuferas a me.
Redde mihi laetìtiam salutàris tui; *et spìritu principàli confirma me.
Docébo inìquos vias tuas; * et ìmpii ad te converténtur.
Lìbera me de sanguìnibus Deus, deus salùtis meae; *et exultàbit lìngua mea justìtiam tuam.
Dòmine, labia mea apéries: et os meum annuntiàbit laudem tuam.
Quòniam si voluìsses sacrificium dedissem utique; *holocàustis non delectàberis.
Sacrificium Seo spìritus contribulàtus: *cor contrìtum, et humiliàtum Deus non despìcies.
Benìgné fac, Dòmine, in bona voluntàte tua Sion: *ut aedificéntur muri Jerusalem.
Tunc acceptàbis sacrificium justitiae, oblatiònes, et holocàusta: *tunc impònent super altàre tuum vìtulos.
Potete visionare i video sulla settimana Santa a Vico del Gargano ed ascoltare i canti su ARGO IANI
LE IMMAGINI DELLA "PASSIO" E I TESTI SONO TRATTI DAL SITO DELLA CONFRATERNITA DEI CARMELITANI SCALZI DI VICO DEL GARGANO (FG)
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