Commentare: 26.12.2009 20:22
Rosario Labadessa cooperatore - appunti per una biografia. Questo il titolo dato al nuovo volume di Marcello Ariano, noto studioso di storia patria e autore di innumerevoli saggi sul Novecento, pubblicato per i tipi delle Edizioni del Rosone “Franco Marasca” di Foggia (pp. 135, ill. b/n, Foggia 2009, € 13,00).
In quest’opera l’Autore mette in luce alcuni aspetti della vita di Rosario Labadessa al quale si deve, in massima parte, l’impegno per l’istituzione delle cooperazioni in Capitanata.
La cooperazione, intesa in senso lato, presenta una straordinaria sovrapposizione di piani; essa può considerarsi, all’unisono, movimento ed impresa; valore universale e radicamento locale; politica ed economia; impegno sociale e cultura di gestione; tradizione socialista, cattolica, repubblicana e liberale; agricoltura, manifattura, commercio, servizi, credito. Certamente, in ambito europeo, l’Italia può dirsi uno dei paesi che più ha contribuito allo sviluppo di questa forma d’impresa, e ancora oggi, se si riflette sul tale aspetto, il nostro è un movimento cooperativo organizzato, vivace, e forte di diverse aziende di rilievo nei rispettivi comparti.
Con queste premesse, sul piano della storiografia nazionale esiste un’ampia messe di studi e ricerche sulla cooperazione, che abbraccia i più disparati ambiti, dalla storia alla sociologia, dall’economia aziendale alla giurisprudenza, dalle scienze politologiche alla geografia economica. Dalla seconda metà dell’Ottocento – gli albori della cooperazione italiana – fino ai giorni nostri, una lunga serie di studiosi di diversa formazione si è confrontata con ricerche stimolanti che sollecitano approcci interdisciplinari. Le scienze storiche, per la loro inclinazione a servirsi di concetti e modelli presi a prestito da altre discipline, hanno avuto un ruolo importante, se non addirittura fondamentale, nello sviluppare ed organizzare un ricco filone di ricerca sulla cooperazione.
Seguendo questi schemi Marcello Ariano traccia un quadro storico-politico di notevole rilievo evidenziando la storia della cooperazione in Capitanata fra le due guerre mondiali volta ad approfondire ed ampliare le conoscenze ed a ripensare alcune formulazioni. E’ questa una fase particolarmente delicata per le cooperative, dato che sul territorio nazionale l’avvento e l’istituzionalizzazione del fascismo produssero un reale e forte turbamento in un movimento legato a filo doppio a culture politiche antifasciste, quali il socialismo, il cattolicesimo sociale, il repubblicanesimo.
Lo stesso Labadessa fu coinvolto nelle vicende storiche che caratterizzarono l’intero periodo durante il quale egli fu protagonista del suo tempo. Se pure la storiografia ha esteso i caratteri distruttivi e violenti del primo fascismo – venati di forti accenni anticooperativi – a tutti gli anni Venti e Trenta, e ha giudicato l’intero periodo fra le due guerre una “battuta d’arresto” per il movimento (Basevi 1953). Tuttavia, pur se si riconosce che dal punto di vista socio-culturale e di partecipazione democratica dei soci si ebbe un sostanziale ripiegamento – al di là degli sforzi del regime per creare un nuovo spirito cooperativo deideologizzato –, altrettanto non si può dire per gli aspetti di carattere economico. Infatti, gli anni Venti e Trenta del Novecento rappresentarono un periodo di crescita per la cooperazione, e soprattutto di acquisizione di know-how – in termini di strategie imprenditoriali, tecnologie ed esperienze sul campo –, che si sarebbe poi rivelato decisivo nel secondo dopoguerra.
Così Marcello Ariano ha saputo consolidare le basi in ambito storiografico, di uno studio concreto sulla cooperazione durante il fascismo; in particolare, nel testo si intravede un’interessante chiave di lettura nel controverso intreccio fra i rapporti istituzionali e le aspirazioni imprenditoriali dello stesso Labadessa. L’Autore analizza come le centrali cooperative dei primi decenni del Novecento – di matrice socialista, cattolica e repubblicana – divise dalla rivalità ideologica, siano state sconfitte e dimesse dal fascismo. Infatti, molte delle cooperative prefasciste continuarono a vivere dopo l’avvento del regime, ma con nuovi amministratori o in una differente cornice istituzionale, e dunque con un rapporto modificato con il mercato.
Essenzialmente, dallo studio emerge come il fascismo abbia lasciato una propria impronta importante nel movimento cooperativo, che probabilmente non è sufficiente ad attribuire a movimenti sorti in campo nazionale, come ad esempio l’Enfc, una patente di modernità, ma che sicuramente ha inciso sulla crescita complessiva della cooperazione italiana e che sembra sconfessare i giudizi radicali della storiografia degli anni Settanta ed Ottanta del secolo appena trascorso.
Così, dallo studio si evidenzia l’idea di Labadessa di concentrare l’intervento consortile sulla bonifica delle paludi sipontine,che rispondeva al criterio di ripristino produttivo in una parte del litorale adriatico fondato sulla definitiva soluzione del problema igienico-ambientale, sul riassetto dei terreni e sull’avviamento della colonizzazione con unità poderali autonome, a garanzia dello sviluppo complessivo dell’intero comprensorio sipontino.
Questi ed altri aspetti della storia del Novecento in Capitanata emergono dai documenti inediti, analizzati dall’Autore, custoditi nei varî archivi pubblici e privati, con cui egli pone in luce la figura di questo personaggio responsabile e precursore dei suoi tempi, come evidenziato dai carteggi dell’archivio del Consorzio della Bonifica per la Capitanata, dell’Archivio Centrale dello Stato, dell’archivio privato della famiglia Labadessa, nonché nella stampa locale relativa al periodo preso in esame.
L’apparato iconografico, infine, impreziosisce il volume e lo rende, per la rarità delle immagini poste a corredo, un testo assolutamente unico in linea con l’intento storiografico dell’Autore.
In definitiva è questo un libro che rappresenta un valore aggiunto alla ricerca storiografica del Novecento, che funge da corollario nel contesto bibliografico sulla storia della nostra bella terra.
©2009 Lucia Lopriore



